Un giornale può essere concepito solo come risultato armonico di una somma di sforzi e di sacrifici individuali compiuti disinteressatamente per il bene comune - A. Gramsci

La prima verità, che non vogliamo tacere ai nostri lettori, è che la nostra è la storia di un fallimento. Il nostro non è un giornale perfetto e siamo in forte difficoltà tecnico tattica motivazionale. Ad esempio, nella versione online, manca tutta la parte in cui vi invitiamo a cliccare compulsivamente su notizie del cazzo e non abbiamo ancora sviluppato una adeguata strategia social DEL TIPO clicca qui, guarda qua, leggi lì, fai un passo, fanne un altro, mani in alto questa è un’inchiesta!
Paghiamo lo scotto dell’inesperienza ma stiamo prendendo appunti. Dice ad esempio Marco Imarisio del Corriere della Sera dal suo account Twitter: «Il clickbait serve a vendere pubblicità, sappiamo di mettere online cazzate ma al momento funziona così, anzi l’aumento delle minchiate significa che sta andando bene».
Più minchiate, dunque, ma dobbiamo anche migliorarci riguardo lo sfruttamento dei nostri collaboratori, pagare tutti in tempi dignitosi è poco cortese nei confronti di tutti gli altri e i tizi che “viva la libertà di stampa, i Roberto Spada? che vergogna!”, ci stanno con il fiato sul collo. 

Un sistema che rende i lavoratori schiavi, favorisce truffe milionarie allo Stato e mette fuori mercato le aziende oneste. Il settore della lavorazione carni emiliano vive da anni in una giungla in cui vince l’azienda più criminale e spregiudicata mentre le denunce ripetute e disperate del sindacato, della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato del lavoro cadono nell’indifferenza della politica e della magistratura. Emblema di questo modus operandi è la Castelfrigo dei fratelli Ciriesi.

Dal pacchetto Treu alla legge Biagi, dalla riforma Fornero al Jobs Act: sono almeno vent’anni che i lavoratori sono presi a bersaglio da legislatori che, a prescindere dal colore politico, con le loro “riforme” hanno via via picconato il quadro di garanzie e diritti conquistati con dure lotte. Ma se le nefandezze più clamorose del Jobs Act sono bene o male note, è passata sotto silenzio un’apparentemente insignificante riforma del codice civile voluta dal governo Renzi finalizzata a rendere rischioso per un lavoratore ricorrere al giudice qualora ritenga di aver subito un’ingiustizia sul posto di lavoro. 

Nessun male sociale può superare la frustrazione e la disgregazione che la disoccupazione arreca alle collettività umane - Federico Caffè

Per farsi conoscere ha tappezzato le principali città italiane con una sua foto da bambino. In un anno è passato da essere una specie di indovinello appiccicato sui muri al palco del Festival di Sanremo. Michel Mudimbi è un rapper di San Benedetto del Tronto. Nato nel 1986 da madre italiana e padre congolese, Mudimbi è un bel ragaz­zo talentuoso dalla presenza scenica pazzesca e una gran faccia tosta. Calpesta indifferentemente il politically correct e i codici del suo genere virando verso il pop o dove una mattina alzandosi avrà voglia di andare a sperimentare. Un ragaz­zo come tanti, cresciuto in provincia senza un padre ma con una madre che lo ama per due, che ha avuto il coraggio di abbandonare il posto fisso in officina dopo dieci anni di buste paga rego­lari per inseguire il suo sogno, quello di fare musica. Nei suoi te­sti, a volte un po’ ruvidi, si trova tutto il Mudimbi-pensiero. Scrostando le parolacce, la sfrontatezza e l’ironia si scopre la grande uma­nità di chi, pur avendo una vita in salita ma tutto sommato serena, ti molla qualche consiglio facendoti fare una risata (anzi una “risatatà”, citando un suo pezzo). Attenzione: ironia sì, disfattismo no. Unendo i puntini del disco magari si trova anche la ricetta per la felicità. 

Generazioni - di Giorgio Franzaroli

Il mio ultimo lavoro è stato pagato alla consegna, circostanza che avrebbe del miracoloso, non fosse che per me questo aspetto non è più negoziabile e quindi non si è trattato di una contingenza inaspettata, di una grazia, ma di una volontà molto netta e molto terrena.

Tra tanti annunci, cercavano qualcuno disposto a fare lo stalliere per tre settimane nelle campagne fuori Bath: vitto, alloggio e qualche sterlina. In transito, ancora una stalliere per tre settimane nelle campagne fuori Bath: vitto, alloggio e qualche sterlina. In transito, ancora una volta inseguivo lavoro e pagnotta. Mi sentivo come quei lavoratori migranti che si spostavano nei treni merci come clandestini negli Usa, durante la Grande Depressione del ‘29, alla ricerca di un impiego nei campi, in una miniera o in un’industria. Un tempo Okies e Hoboes, oggi Pigs. Manodopera mobile, emigrata, alla ricerca di un tetto e di una mansione qualsiasi. 

Politiche attive del lavoro, tutti le invocano e nessuno le finanzia. Non stupisce dunque che per cercare lavoro sei italiani su dieci usino ancora il passaparola.

A Rio de Janeiro André Pereira gira con un cartello su cui c’è scritto “Yoga”e invita i senzatetto dell’asfalto carioca a partecipare alla sua lezione di meditazione. Ecco perché la meditazione di strada aiuta.

Cosa hanno di divertente la Jihad e il fanatismo religioso? Nulla all’apparenza se non fosse per la penna leggera di Sou Abadi che ha scritto e diretto “Cherchez la femme”, una deliziosa commedia degli equivoci nelle sale italiane dal 6 dicembre

Se c’è un tema che dovrebbe preoccuparci, nel 2017, è quello della diseguaglianze crescenti. Un gruppo di autorevoli economisti, giovani e meno giovani ha lanciato un manifesto dal titolo “Contro la disuguaglianza”.

Sono almeno 700mila i giovani cresciuti negli Stati Uniti, ma entrati illegalmente nel Paese. Fanno i maestri, i militari, gli studenti universitari. E sono la spina nel fianco del presidente americano

Si può tracciare i periodi aurei e meno aurei della cattedrale nel deserto. Dalle mafie dei bordelli e dei casinò, ai miliardi di oggi. Poi è arrivato Stephen Paddock e la strage del “festival country”.

Chi è insicuro tende a cercare febbrilmente un bersaglio - Zygmunt Bauman​

Manu Invisible mezzo busto

Raccontare Gramsci

Manu Invisible, al secolo sempre e solo Manu Invisible, indossa una maschera nera e gli abiti di ordinanza sporchi di tinta. E’ il Banksy italiano, vive tra Cagliari e Milano, e nessuno sa chi sia veramente, o quanti anni abbia. La scorsa estate si è misurato con un tributo ad Antonio Gramsci riuscendo nella missione quasi impossibile di staccarsi completamente dall'iconografia classica.

7200 euro per l'omicidio, 4800 in caso di violenza sessuale. Diventa operativo il decreto del Viminale per i risarcimenti di Sato alle vittime di atti violenti. L'Europa aveva chiesto che l'importo fosse equo e adeguato.

Chi sopravvive senza sponsor, gruppi di sostegno, riunioni con lo staff

Da almeno un decennio, nel campo della cultura, dell’arte, dei media, dell’editoria, siamo abituati a usare la parola crisi come capro espiatorio e/o giustificativo di un andazzo generale che gioca al ribasso. Forse tutto questo è stato vero anche in tempi di vacche meno magre, ma è piuttosto evidente che la lingua, l’informazione, la presa di potere di una certa tv, hanno subito una deriva che oggi rientra nel calderone di quel “populismo” di cui si parla, a ragione, per definire rigurgiti regressivi che ci riportano indietro o, nel migliore dei casi, ci mantengono in stallo.
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Grazia Verasani
Scrittrice

Sotto i razzi di Hokkaido

Il 15 settembre a Tokyo le prime notizie sul lancio del missile nordcoreano irrompono in apertura del telegiornale, poco dopo le sette del mattino.

Il mondiale mancato

L’Italia è fuori dai mondiali. Non agli ottavi per un fischio di Moreno, non in finale per qualche rigore sparato alto, e nemmeno al primo turno contro squadre alla portata

Russia 1995

Mosca è bella in una maniera quasi impossibile. Dopo due giorni di nebbia e tempesta di neve è riapparsa, improvvisamente.

Turista a Chernobyl

  Una mattina di fine luglio la prima cosa che ho letto appena ho aperto gli occhi è stata la notizia che Sky e HBO avrebbero messo in produzione una mini-serie su Chernobyl. Era stata l’amica e collega Marta a

Il mio Venezuela

  Juanita ha deciso di vendere i suoi capelli e quelli di sua figlia. Per sua fortuna non li tagliava da anni. Se sono sani e abbastanza lunghi, potrebbe guadagnare fino a 21 dollari, che vorrebbe dire poter comprare un

Dove scompaiono
i bambini migranti

Migliaia di bambini non accompagnati arrivano ogni anno in Europa – ingannati dalle false promesse di una vita migliore. Invece, molti finiscono vittime della prostituzione e della schiavitù.

INTERVISTA A STEFANO ZAMAGNI

Il reddito di cittadinanza? Per l’economista “si tratta della più bella trovata del pensiero neoliberista: i soldi finirebbero tutti  nel girone del consumo e a quel punto le politiche attive per il lavoro verrebbero definitivamente dimenticate”.

Anziché prefiggersi di regolare l’economia per adattarla alla società, la politica si è impegnata ad adattare la società all’economia - Luciano Gallino

IL CONVEGNO

Il premio Nobel si interroga sul diritto alla salute come antidoto alle disuguaglianze. La copertura sanitaria globale non solo garantisce performance superiori in termini di aspettative di vita ma può contribuire in modo decisivo alla crescita economica.

Ad un certo punto, nel pieno della peggiore crisi che le economie occidentali abbiano mai vissuto, è parso che l’attesa di un posto di lavoro, fosse essa stessa un lavoro. Complice il mito della Silicon Valley, santa protettrice delle compagnie tecnologiche e dei paradisi fiscali in terra, negli ultimi dieci anni anche in Italia si è puntato sempre più spesso sull’effetto placebo delle startup. 

Il modello Equivalente nella risoluzione dei conflitti

Possiamo osservare quotidianamente, a tutte le latitudini, il dilagare della violenza in tutte le sue forme. La violenza fisica, parlando di guerra, ma anche di aggressioni e di abusi; la violenza razziale o religiosa, quando ci consideriamo maggiormente portatori di

Tumore al pancreas, dal 2002 casi in aumento del 60%

E’ considerata ancora una malattia rara ma nel 2030 sarà la seconda causa di morte nel mondo per neosplasia. Nonostante dati così poco rassicuranti i finanziamenti destinati alla ricerca in Europa sono solo il 2% del totale. La politica? “Non

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